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Il corso di aggiornamento per spazi non è solo un obbligo normativo, è anche una garanzia concreta per la sicurezza di lavoratori e aziende.
Chi lavora negli spazi confinati sa bene che il rischio non è teorico. Serbatoi, silos, cisterne, condotte, pozzi e ambienti sotterranei possono trasformarsi in trappole mortali in pochi minuti. Ci sono pericoli come la mancanza di ossigeno, gas tossici e atmosfere esplosive. Inoltre, ci possono essere difficoltà nell’evacuazione in caso di emergenza.
L’aggiornamento periodico serve a mantenere alta l’attenzione, aggiornare le procedure e consolidare competenze pratiche. È uno strumento di prevenzione reale, non un adempimento formale. Investire nella formazione significa proteggere le persone, tutelare l’azienda e garantire conformità alla normativa vigente.
L’attestato del corso di formazione per spazi confinati e sospetti di inquinamento non ha validità illimitata. Occorre frequentare il corso di aggiornamento per mantenere la conformità normativa.
Secondo quanto previsto dalla legge attuale l’aggiornamento del corso spazi confinati deve essere effettuato ogni 5 anni.
La periodicità quinquennale riguarda tutti i lavoratori e i preposti, i datori di lavoro e gli operatori che devono intervenire in spazi confinati o inquinati. Tutto questo avviene secondo quanto stabilito anche dal DPR 177/2011, il D.Lgs. 81/08 e l’Accordo Stato-Regioni 2025.
Il corso deve essere aggiornato ogni 5 anni dalla data dell’attestato, ma non solo. Occorre un aggiornamento anche in caso di cambiamenti nelle leggi, nuove attrezzature o procedure operative. Deve essere aggiornato anche dopo infortuni o quasi infortuni importanti.
L’obiettivo non è solo “rinnovare un documento”, ma mantenere aggiornate le competenze pratiche in uno degli ambiti più critici della sicurezza sul lavoro.
La Normativa di spazi confinati 2025, è stata aggiornata con il nuovo Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025 su durata, contenuti e periodicità dell’aggiornamento.
Il nuovo Accordo Stato Regioni ha introdotto maggiore uniformità e chiarezza. Ha stabilito la durata minima del corso base: 12 ore (teoria + pratica obbligatoria in presenza) e un aggiornamento quinquennale con parte pratica obbligatoria. Ha inoltre introdotto maggiore centralità dell’addestramento operativo e una verifica finale dell’apprendimento strutturata.
Uno degli aspetti più rilevanti è l’obbligo di esercitazioni pratiche reali. Non basta più una formazione teorica: il lavoratore deve dimostrare di saper utilizzare DPI di III categoria, sistemi di recupero, rilevatori gas e procedure di emergenza. Questo approccio rafforza la qualità della formazione e riduce concretamente il rischio di incidenti gravi o mortali.
Le procedure da attuare in caso di emergenza (incendio/esplosione, anossia, presenza di gas tossici, recupero infortunato)
Aver effettuato il corso base per “Spazi confinati e sospetti di inquinamento”
Attestato di partecipazione Apt Safety Group
Formatori con pluriennale esperienza teorico-pratica nella gestione delle tematiche di sicurezza, lavori in quota e spazi confinati
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